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	<title>Welan Internet a banda larga senza fili</title>
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	<description>Welan Internet a banda larga senza fili</description>
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		<title>Hotspot gratuito ai Casalini di Policoro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 21:19:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per tutto il mese di luglio e di agosto sarà possibile collegarsi gratuitamente in wifi nelle piazzette dei Casalini di Policoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutto il mese di luglio e di agosto sarà possibile collegarsi gratuitamente in wifi nelle piazzette dei Casalini di Policoro.</p>
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		<title>Agcom e la banda larga in serie B</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 18:53:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente Calabrò lancia l&#8217;allarme: meno del 50 per cento le abitazioni connesse in broadband. E il mobile rischia l&#8217;intasamento. La banda larga favorisce il mercato legale dei contenuti, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Il presidente Calabrò lancia l&#8217;allarme: meno del  50 per cento le abitazioni connesse in broadband. E il mobile rischia  l&#8217;intasamento. La banda larga favorisce il mercato legale dei contenuti,  con una nuova legge sul copyright. La relazione annuale dell&#8217;Authority</p></blockquote>
<p>Roma &#8211; &#8220;L&#8217;Italia, sulla banda larga,  è sull&#8217;orlo della retrocessione in serie B&#8221;. Ha sfruttato una triste  metafora calcistica il presidente dell&#8217;Autorità per le Garanzie nelle  Comunicazioni (Agcom) Corrado Calabrò, lanciando l&#8217;allarme sull&#8217;immediato futuro del servizio di connettività del Belpaese.</p>
<p>È stata dunque presentata in Parlamento l&#8217;ultima relazione annuale sull&#8217;attività svolta e sui programmi di lavoro relativi al 2011,  partita da percentuali decisamente poco incoraggianti per il futuro  sviluppo del <em>broadband</em> tricolore. Come illustrato dallo stesso  Calabrò, &#8220;la percentuale di abitazioni connesse alla banda larga è  inferiore al 50 per cento, a fronte di una media europea del 61 per  cento&#8221;.</p>
<p>Il presidente di Agcom ha dunque sottolineato come <strong>esista ancora un 4 per cento di digital divide da colmare</strong>,  &#8220;cui si aggiunge circa il 18 per cento della popolazione servita da  ADSL sotto i 2 Mbit al secondo&#8221;. Questa situazione &#8220;potrebbe anche  precludere all&#8217;Italia la possibilità di estendere il servizio universale  alla banda larga&#8221;.<br />
Secondo quanto illustrato da Calabrò, l&#8217;Italia delle TLC funzionerebbe ormai a doppia velocità, a partire dai 12 milioni di cittadini che navigano grazie alla grande diffusione della telefonia mobile. Oltre 6 milioni le chiavette attive nel primo trimestre, mentre il valore complessivo del mercato del mobile Internet ha raggiunto a fine 2010 un valore di oltre 1.100 miliardi di euro, il 7 per cento in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>&#8220;Nella rete fissa, invece, la situazione è più stagnante, sebbene oltre 5 milioni di linee siano attive in unbundling e nonostante il miglioramento della qualità della rete &#8211; ha spiegato Calabrò &#8211; La penetrazione del 22 per cento della banda larga fissa migliora il dato del 20,6 per cento dello scorso anno, ma rimane indietro rispetto alla media UE del 26,6 per cento&#8221;.</p>
<p>Pure gli ottimi risultati raggiunti dalla connessione in mobilità sembrano minacciati da un intasamento delle reti, a meno che gli operatori non riescano ad ottenere nuove frequenze. Il riferimento è ovviamente all&#8217;asta delle frequenze televisive fissata dal governo entro la fine del 2010 e attualmente finita nelle sabbie mobili dello scontro.</p>
<p>I netizen del Belpaese sono poi tra i più avidi consumatori al mondo delle cosiddette reti sociali. Il primato è ovviamente nelle mani di Facebook, che negli ultimi due anni ha visto raddoppiare il numero complessivo di utenti tricolore: da 11 a 20 milioni. Per non parlare del tempo medio trascorso sul sito in blu, addirittura di 9 ore e mezza per utente.</p>
<p>&#8220;I comportamenti personali ne risultano fortemente influenzati &#8211; ha concluso il presidente di Agcom &#8211; alla riservatezza è subentrata l&#8217;ostensione, e talora l&#8217;ostentazione, dell&#8217;intimità. La sfera privata è di dominio pubblico&#8221;.</p>
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		<title>Nuovi Comuni coperti</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 15:33:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuova copertura dei comuni di Canna, Nocara e Rocca Imperiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nuova copertura dei comuni di <strong>Canna, Nocara e Rocca Imperiale</strong>.</p>
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		<title>Copertura ADSL Nova Siri</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 12:50:40 +0000</pubDate>
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		<title>Negroponte: &#8220;La banda larga è come l&#8217;aria&#8221; [Sveglia Italia!]</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 13:42:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vera rivoluzione della banda larga? La velocità di risposta nel soddisfare il bisogno di conoscenza delle nostre menti, scrive Nicholas Negroponte Le cose importanti della vita sono quelle di [...]]]></description>
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<h3>La vera rivoluzione della banda larga? La velocità di risposta nel  soddisfare il bisogno di conoscenza delle nostre menti, scrive Nicholas  Negroponte</h3>
<p><strong>Le cose importanti della vita sono quelle di cui ti accorgi maggiormente quando mancano</strong>.  Che si tratti della nostra salute, della corrente elettrica che muove  città e trasporti o dell’aria che respiriamo, spesso le diamo per  scontate. Dobbiamo poter guardare alla banda larga in modo analogo.</p>
<p><strong>Ma in fondo che cos’è la banda larga?</strong> La maggior parte  delle persone direbbero che è lo streaming di video in alta definizione.  Può essere anche questo, ma non significa granché. Altri diranno che la  banda larga è ciò che permette di condividere fotografie e file di  grandi dimensioni o addirittura che ha a che fare con una cosa chiamata  “cloud computing” che ha spostato nell’etere tutto ciò che fino a poco  fa era nei nostri computer portatili e desktop, rendendolo accessibile  da qualunque luogo e in qualunque momento. Affascinante, ma non ci  rivoluziona la vita.</p>
<p>Il vero cambiamento di paradigma nel nostro stile di vita è quello  portato dalla connessione in banda larga tra le fonti di informazione e  la mente umana, perché  <strong>modifica radicalmente i tempi di risposta</strong>. Pensateci.  Quanto spesso tocchiamo un tasto del nostro telefono cellulare o del  nostro pc e aspettiamo, anche per un semplice messaggio di testo?  Aspettiamo, aspettiamo e aspettiamo. L’attesa può durare appena due  secondi o, al peggio, dieci o 20. Ma quell’attesa dovrebbe essere appena  un millisecondo.</p>
<p>No, seriamente&#8230; è questo che ci cambierà completamente la vita.  Il problema è che le persone non comprendono appieno la natura della  banda larga. Ciò è dovuto al fatto che le dimensioni dei contenuti  digitali non sono intuitive.  <strong>Un romanzo medio, ad esempio, occupa meno di 10 milioni di bit. </strong>Un  film di due ore, è composto da almeno 10 miliardi di bit&#8230; 10 milioni e  10 miliardi! Il film è mille volte più grande, ma sono sufficienti due  ore per vederlo tutto. Leggere il libro richiede invece circa cinque  ore, con un consumo di circa 2 milioni di bit l’ora. Nel caso di un film  consumiamo la stessa banda per ogni secondo che scorre sullo schermo. È  per questo che le persone non comprendono davvero la natura della banda  larga.</p>
<p>Qualcuno potrebbe allora dire che se il problema sono due milioni  di bit all’ora invece che al secondo, ci basterebbe smettere di guardare  film e cominciare a leggere dei libri&#8230; E che la necessità di una  banda larga veloce semplicemente non c’è. Ma non è così. Pensiamo ai  tempi di risposta come a una forma di risoluzione del tempo, magari  avvicinandola al suo cugino, la risoluzione grafica. Chi ha un iPhone 4  difficilmente vi rinuncerà. La definizione conta. Ma se nel campo dei  display stiamo raggiungendo un livello al quale, ben presto, nessun  occhio sarà in grado di rilevare differenze, nel campo della risoluzione  temporale siamo ancora lontani. I sistemi che utilizziamo sono ancora  troppo lenti.</p>
<p>Per dirlo con altre parole, e in linguaggio un po’ più “techie”: il  modo migliore di utilizzare un miliardo di bit al secondo è utilizzare  un milione di bit al secondo in un millesimo di secondo. Quando questo  avverrà  <strong>la banda larga sarà come l’aria</strong>, non ci faremo nemmeno più caso finché non ne verremo privati.  <a href="http://mag.wired.it/rivista/storie/stefano-rodota-internet-e-un-diritto-che-va-scritto-nella-costituzione.html"><strong> </strong></a></p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.wired.it" target="_blank">wired.it</a><br />
</strong></p>
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		<title>Bardi: come funziona il segnale HiperLAN</title>
		<link>http://www.welan.it/2011/02/11/bardi-come-funziona-il-segnale-hiperlan/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 17:53:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre le auto arrancano per 40 minuti tra tornanti, i bit raggiungono il paese in pochi istanti grazie a una tecnologia semplice e robusta di derivazione militare. La High PErformance [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mentre le auto arrancano per 40 minuti tra tornanti, i bit raggiungono il paese in pochi istanti grazie a una tecnologia semplice e robusta di derivazione militare.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.welan.it/wp-content/uploads/2011/02/bardi_8314.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-202" style="border: 0pt none;" title="Hiperlan" src="http://www.welan.it/wp-content/uploads/2011/02/bardi_8314.jpg" alt="" width="590" height="348" /></a><br />
</strong></p>
<p>La High PErformance Radio LAN è una tecnologia di connessione wireless che assicura una copertura di circa 30-40 Km intorno a ogni singola antenna e una velocità di trasmissione dati di 100 Mbps. Nel caso specifico della rete emiliana che collega Bardi, l&#8217;infrastruttura consente una trasmissione simmetrica: con 50 Mbps in upload e altrettanti in download.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.wired.it" target="_blank">wired.it</a></p>
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		<title>Wi-Fi, cosa cambia davvero senza la Pisanu</title>
		<link>http://www.welan.it/2011/01/10/wi-fi-cosa-cambia-davvero-senza-la-pisanu/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 08:27:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La vera rivoluzione è l&#8217;assenza della carta di identità. Ma l&#8217;abrograzione di quasi tutto il decreto cosa significa per i cittadini? Per gli Internet point? E per chi vuole il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La vera rivoluzione è l&#8217;assenza della carta di identità. Ma l&#8217;abrograzione di quasi tutto il decreto cosa significa per i cittadini? Per gli Internet point? E per chi vuole il Wi-Fi libero in piazza? Proviamo a fare chiarezza</h4>
<p>Anno nuovo, vecchie questioni. Finito in soffitta il 1° gennaio 2011 l&#8217;articolo 7 del   <a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/05155l.htm" target="_blank">decreto Pisanu del 2005</a>,  comma 1 escluso, e in attesa di conoscere gli emendamenti che  caratterizzeranno la nuova regolamentazione, il Wi-Fi fa i conti con le  norme già in vigore in Italia. Noi proviamo a fare un po&#8217; d&#8217;ordine con  il supporto di avvocati ed esperti del settore.</p>
<p>Partiamo con una doverosa precisazione: le imposizioni contenute nella  Pisanu avevano fini antiterroristici e non di disciplina delle  connessioni pubbliche senza fili, questione che è gestita nei suoi vari  aspetti dal Garante della Privacy e dal codice delle Comuncazioni.  Questo vuol dire che, come esplicitato nell&#8217;ultimo  <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;datagu=2010-12-29&amp;task=dettaglio&amp;numgu=303&amp;redaz=010G0251&amp;tmstp=1293710503907" target="_blank">Milleproroghe</a>,  Internet Point ed esercenti che offrono una connessione Wi-Fi non  devono più chiedere la fotocopia della carta d&#8217;identità per ragioni  legate al terrorismo ma vengono considerati una sorta di Internet  Service Provider, realtà caratterizzate da una struttura  tecnologico-commerciale che offre accesso a Internet e i relativi  servizi, e in quanto tali devono sottostare a una serie di obblighi, fra  i quali la richiesta di un&#8217;autorizzazione generale del ministero e la  gestione dei log di traffico, a meno che non  <a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2010/10/la-pisanu-stanca-%C3%A8-ancora-con-noi-il-consiglio-dei-ministri-non-ha-deciso-nulla-al-riguardo.html" target="_blank">deleghino</a> il tutto a un operatore. La necessità di identificare gli utenti,  utilizzando in modi più pratici della cartà d&#8217;identità, si ripropone per  problemi di responsabilità: il gestore della rete, sia esso una bar,  una tabaccheria o un Internet Point, risponde di quanto accade mediante  il collegamento messo a disposizione e, in caso di attività illecita,  viene chiamato in causa.</p>
<p>Secondo quanto segnalato a Wired.it dall&#8217;avvocato  <strong>Massimo Melica</strong>, inoltre, è ancora in vigore il  <a href="http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/servizi/legislazione/sicurezza/legislazione_650.html?back=/tools/search/index.html%3Faction%3Dsearch%26matchesPerPage%3D10%26displayPages%3D10%26index%3DProgetto+Online%26sort%3D%26category%3D%26searchRoots%3D%252Fit%252F%26searchPage%3D20%26text%3D16%2Bagosto%2B2005%26start%3D%26end%3D%26type%3Dlegislazione" target="_blank">decreto interminesteriale 16 agosto 2005</a> che impone l&#8217;adozione di &#8221;  <em>misure fisiche e tecnologiche occorrenti per impedire l’accesso a persone non identificate</em>&#8220;. &#8221;  <em>L&#8217;accesso e il riconoscimento dell&#8217;utente sarà, come già propongono  le prime soluzioni nel mercato, gestito da società che in remoto non  solo provvedono per esempio all&#8217;autenticazione del soggetto tramite  l&#8217;utilizzo della carta di credito o sms, quanto conservano i file di log  per il tempo previsto</em>&#8221; dalle norme in vigore, dice Melica. Gli esercenti devono poi affrontare anche un problema contrattuale: &#8221;  <em>Il 90% è legato all&#8217;operatore di riferimento da un contratto per  utilizzatore finale che ne vieta la condivisione delle risorse di  connettività</em>&#8220;, spiega l&#8217;avvocato  <a href="http://daily.wired.it/blog/law_and_tech/"><strong>Guido Scorza</strong></a>.</p>
<p>Stesso discorso vale per gli utenti privati: liberando la propria  rete domestica si viene meno alla norma contrattuale secondo la quale la  connessione viene usata solo dal sottoscrivente e in caso di utilizzo  illecito da parte di ignoti si risponde direttamente.</p>
<p>&#8221;  <em>Non è perseguibile un soggetto che pone in essere la propria rete  Wi-Fi non protetta da credenziale di autenticazione, diventa certamente  &#8216;responsabile&#8217; o &#8216;indiziato&#8217; se dalla sua utenza telefonica venisse  posto in essere un illecito o un fatto criminoso e, in relazione, non  riesca a dimostrare la sua totale estraneità</em>&#8220;, precisa Melica. L&#8217;esperto di telecomunicazioni  <strong>Stefano Quintarelli</strong> ha aggiunto che il privato deve  tenere conto dell&#8217;articolo 1804 del codice civile che prevede la  diligenza del buon padre di famiglia alle prese con l&#8217;oggetto in  comodato d&#8217;uso, il router in questo caso: &#8221;  <em>Egli non può servirsene che per l&#8217;uso determinato dal contratto o  dalla natura della cosa. Non può concedere a un terzo il godimento della  cosa senza il consenso del comodante</em>&#8220;.</p>
<p>Spostandosi nelle vie e nelle piazze si torna nell&#8217;area di  competenza degli Internet Service Provider di cui parlavamo facendo  rifermento a Internet Point ed esercenti: autorizzazione ministeriale e  una lunga lista di obblighi. Anche in questo caso, una realtà  intenzionata a offrire una rete Wi-Fi senza dover sottostare alle regole  imposte agli Isp può sottoscrivere un accordo con un operatore (vedi  l&#8217;esempio della  <a href="http://daily.wired.it/news/politica/zingaretti-wi-fi-libero-in-tutta-italia.html">Provincia di Roma</a> o l&#8217;  <a href="http://captivik.uni.it/gwifi/registrazione/contratto" target="_blank">asse Green Geek-Unidata</a>). Caso particolare è quella di  <a href="http://www.fon.com/it" target="_blank">Fonera</a>, realtà  internazionale che incoraggia i singoli ad acquistare il router e a  mettere in comune il segnale, gratuitamente per gli utenti registrati e a  pagmento per chi non fa parte della community. Il ministero delle  Comunicazioni, ha segnalato Melica, non ha dato alcuna autorizzazione  alla community, che agisce quindi come Isp &#8211; fornendo accesso  commerciale &#8211; senza esserlo a tutti gli effetti. Non risultano tuttavia  precisate in Italia, come si legge sul  <a href="http://www.comunicazioni.it/binary/min_comunicazioni/internet_wifi/HotSpots.pdf" target="_blank">sito del ministero stesso</a>, le responsabilità legali dei Foneros italiani.</p>
<p>Ricapitolando:</p>
<p>- Se sei un bar/pizzeria/tabaccheria e Internet Point non sei  obbligato a chiedere e archiviare la fotocopia del documento cartaceo,  ma devi/hai tutto l&#8217;interessa a identificare (con Sim o carta di  credito) gli utilizzatori occasionali della tua rete. Gli Internet  Point, inoltre, secondo il Milleproroghe devono chiedere  l&#8217;autorizzazione al questore.</p>
<p>- Sei un privato cittadino alla ricerca di una rete Wi-Fi pubblica  assicurati di avere la cartà d&#8217;identità almeno per un altro po&#8217; di tempo  e fra le quattro mura di casa tua tieni conto dei rischi, seppur  minimi, che corri aprendo la rete domestica.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.wired.it">wired.it</a></p>
<p>Autore: Martina Pennisi</p>
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		<title>Wi-Fi: La Pisanu non c&#8217;è più</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 17:34:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Superato l&#8217;ultimo ostacolo: nel decreto Milleproroghe è stata abolita la norma che per anni ha ristretto l&#8217;uso delle connessioni Internet senza fili in Italia (in aggiornamento) Aggiornamento del 22 dicembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Superato l&#8217;ultimo ostacolo: nel decreto Milleproroghe è stata abolita  la norma che per anni ha ristretto l&#8217;uso delle connessioni Internet  senza fili in Italia <em>(in aggiornamento)</em></p>
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<p><strong>Aggiornamento del 22 dicembre 2010, ore 12.30 &#8211; </strong>Ora è  ufficiale: la norma Pisanu che per anni ha ristretto l&#8217;uso delle  connessioni Internet senza fili in Italia non esisterà più dal 1°  gennaio 2011. La conferma arriva dall&#8217;approvazione del decreto  Milleproroghe che abolisce la Pisanu in materia di Wi-Fi. Non ci sarà  alcun obbligo di registrazione da parte degli utenti. Rimane solo il  Comma 1 che prevede la registrazione dei locali pubblici che vogliono  garantire la connessione.<br />
<strong>Articolo del 21 dicembre 2010 &#8211; </strong>Verba volant, scripta  manent. Fino alla scorsa settimana la liberalizzazione del Wi-Fi dai  vincoli imposti dal articolo 7 del decreto Pisanu del 2005 era affidata a  una vaga dichiarazione di  <strong>Roberto Maroni</strong> del  <a href="http://daily.wired.it/news/internet/maroni-ha-proposto-con-un-ddl-l-abrogazione-della-pisanu-breaking-news.html">5 novembre 2010</a>. Da lunedì pomeriggio esiste invece una  <a href="http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/36211.htm" target="_blank">proposta di legge</a> del ministro dell&#8217;Interno stesso orientata all&#8217;abrogazione della norma che &#8221;  <em>sottopone – sino al 31 dicembre 2010 – ad autorizzazione di polizia  l’apertura di Internet point, servizi pubblici e circoli privati che  mettono a disposizione del pubblico apparecchi terminali utilizzabili  per le comunicazioni, anche telematiche e richiede l’identificazione,  previa acquisizione dei dati anagrafici, dei soggetti che utilizzano  postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche, ovvero  punti di accesso a Internet attraverso tecnologia senza fili</em>&#8220;. Il testo, che deve ancora essere preso in esame, sottolinea come &#8221;  <em>gli appesantimenti burocratici dovuti a fotocopiature e  archiviazioni dei documenti degli utenti siano stati indicati come  fattori fortemente penalizzanti per lo sviluppo delle nuove tecnologie e  degli strumenti del Web</em>&#8221; e fa riferimento ai disegni di legge &#8221;  <em>presentati sia alla Camera sia al Senato</em>&#8221; che &#8220;potranno essere  esaminati e approfonditi tutti quegli aspetti necessari al superamento  del decreto Pisanu nella prospettiva di pervenire ad un giusto  equilibrio tra la libertà di comunicazione, lo sviluppo della new  economy e idonei standard di sicurezza&#8221;.</p>
<p>L&#8217;intenzione di abrogare il decreto, dunque, è stata messa  <a href="http://daily.wired.it/blog/law_and_tech/decreto-pisanu-qualcosa-si-muove-piano.html">nero su bianco</a> e, dopo le ultime settimane di silenzio in materia, è un&#8217;ottima notizia.</p>
<p>Ma ci sono ancora alcune cose da mettere a fuoco, che probabilmente  si scioglieranno nelle prossime ore. Necessitando la proposta di  abrogazione un iter legislativo, si andrà per forza di cose oltre i  primi di gennaio, per brindare a una nuova era delle connessioni senza  fili nel Belpaese bisognerà attendere ancora. E molto dipenderà da  quello che verrà scritto nel cosiddetto decreto  <em>milleproroghe</em> con cui negli ultimi anni è stata rinnovata la Pisanu.</p>
<p>Il testo di Maroni, reso disponibile nelle scorse ore, inoltre, fa  riferimento ai disegni di legge bipartisan proposti ma non fornisce lumi  sulla via che il governo intende intraprendere.</p>
<p>Insomma, manca ancora qualche dettaglio (e non di poco conto) ma se  Maroni ha messo per iscritto la volontà di abrogare la Pisanu si è  fatto un bel passo avanti. A meno di clamorosi colpi di scena  dell&#8217;ultima ora, il 2011 potrebbe essere (anche) l&#8217;anno del Wi-Fi libero  in Italia.</p>
<p>Autore: Martina Pennisi<br />
Fonte: <a href="http://www.wired.it" target="_blank">wired.it</a></p>
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		<title>Copertura ADSL Pisticci</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 14:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Borgo Centro Agricolo Caporotondo Casinello Lido Quarantotto Macchia Nuova Marconia Marina di Pisticci San Basilio San Teodoro Stazione di Marconia Tinchi Torre Accio Il Servizio ADSL potrà essere attivato nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>Borgo Centro Agricolo</li>
<li>Caporotondo</li>
<li>Casinello</li>
<li>Lido Quarantotto</li>
<li>Macchia Nuova</li>
<li>Marconia</li>
<li>Marina di Pisticci</li>
<li>San Basilio</li>
<li>San Teodoro</li>
<li>Stazione di Marconia</li>
<li>Tinchi</li>
<li>Torre Accio</li>
</ul>
<p><em>Il Servizio ADSL potrà essere attivato nelle stesse zone coperte dal servizio, fatta salva comunque la verifica di fattibilità tecnica che potrà essere eseguita solo in fase d’ordine.</em></p>
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		<title>Wi-Fi e salute: non c&#8217;è nessun rischio secondo ricerca</title>
		<link>http://www.welan.it/2010/11/29/wi-fi-e-salute-non-ce-nessun-rischio-secondo-ricerca/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Nov 2010 18:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo le ricerche condotte sugli hotspot Wi-Fi installati nella provincia di Roma, la tecnologia Wireless Fidelity non è dannosa per l&#8217;uomo. Le reti Wi-Fi non presentano elementi dannosi alla salute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Secondo le ricerche condotte sugli hotspot Wi-Fi installati nella provincia di Roma, la tecnologia Wireless Fidelity non è dannosa per l&#8217;uomo.</p></blockquote>
<p>Le reti Wi-Fi non presentano elementi dannosi alla salute dell’uomo. È il responso di alcuni studi condotti da esperti e ricercatori dell’Università degli Studi di Roma Foro Italico, dell’ICemB (Centro Interuniversitario per lo studio delle interazioni tra campi elettromagnetici e biosistemi) e del CASPUR (Consorzio interuniversitario per le Applicazioni di Supercalcolo per Università e Ricerca).</p>
<p>I risultati delle ricerche sono stati presentati in occasione dell’incontro “Punto Wi-Fi. Una giornata di studio su Regole, Scenari Sociali e Salute”, promossa dalla Provincia di Roma, impegnata da tempo nel progetto “Provincia Wi-Fi”. La Provincia di Roma ha già installato 230 hotspot Wi-Fi per l’accesso gratuito alla Rete, di cui 137 nella capitale e 93 nel territorio provinciale. Il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti ha detto che presto sarà raggiunta quota 500 hotspot in tutto il territorio.</p>
<p>La Provincia di Roma ha sostenuto con cinque borse di studio di 12.000 euro ciascuna gli studi sui potenziali rischi dei campi elettromagnetici degli hotspot installati. Le ricerche hanno rilevato l’assenza di elementi dannosi alla salute dell’uomo. Il campo elettromagnetico generato da un access point a un metro di distanza, infatti, è pari a circa 0,6 volt/metro, ovvero più di venti volte inferiore rispetto al limite fissato dalla normativa europea, pari a 20 volt/metro, e un decimo rispetto a quello della legge italiana (6 volt/metro).</p>
<p>La potenza massima di un hotspot, inoltre, è pari a 100 milliWatt, ossia un sesto/settimo di quella di un normale telefono cellulare, tenuto a pochi centimetri dalla testa e che in alcuni casi può raggiungere anche i 2 Watt.</p>
<p>Autore: Andrea Galassi<br />
Fonte: <a href="http://www.wired.it">wired.it</a></p>
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